il disegno a mano libera come primo atto della composizione architettonica

2007
Il disegno a mano libera come primo atto della composizione architettonica.
Materiali, appunti ed esperienze di un laboratorio progettuale.
ISBN
978-88-548-1295-3, Aracne, Roma 2007

Questo volume è una riflessione sul percorso pedagogico trasversale tra le discipline del disegno e della composizione architettonica. L’ideazione dell’architettura avviene per mezzo del disegno. Esso è il più immediato simulacro dell’edificio e pertanto si pone come prima rappresentazione dell’idea e mezzo di controllo di spazi e forme. L’attività fabbrile del disegnare a mano libera è una vera estensione della mente con la quale trasporre le idee in forma per poi rielaborarle ulteriormente. S’innesca così un continuo rapporto biunivoco tra intelletto e forma che costituisce il primo atto della genesi del progetto. Sembrerebbe così insostituibile la pratica del disegno a mano libera nell’attività degli studenti e dei progettisti. Eppure oggi, con l’introduzione massiva della strumentazione elettronica, si assiste ad un abbandono delle tecniche tradizionali per un uso smodato del computer. Risiede nella semplicità del gesto della mano e del tracciamento del segno su un foglio la potenziale sublimazione delle idee a progetto inteso come soluzione a problemi distributivi, funzionali, formali, strutturali, tecnologici, impiantistici, bioclimatici, paesaggistici ed ambientali mediante relazioni tecniche, logiche e/o metaforiche. Con questo, tuttavia, non si vuole sentenziare la negatività della strumentazione elettronica. Essa è, infatti, oramai insostituibile per la sua eccezionale versatilità e precisione nello sviluppo del progetto. Si afferma, però, che la procreazione e la nascita deve avvenire mediante un controllo istintivo guidato dai nostri gesti ed è in questa fase che rientra lo schizzo a mano libera e, successivamente, il plastico di studio. Questa premessa chiarisce quanto non sia anacronistico accompagnare i “primi passi compositivi” dell’allievo mediante lo schizzo a mano libera perché l’inadeguatezza espressiva che egli spesso dimostra di avere, in realtà dipende dall’impossibilità di comunicare con se stesso mediante il disegno.
 

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